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Trani: recupero urbano...

Vivere in Puglia, con la gente del sud, in un patrimonio storico, artistico, architettonico particolare, la bellezza della natura e la ricchezza dei frutti della terra e del mare, è un’esperienza unica e rara. Questi uomini, i pugliesi, sembrano essersi evoluti lentamente in relazione al proprio patrimonio culturale che, nel tempo, negli anni, si è silenziosamente autocostruito, sino ai giorni nostri, intorno a loro e fra generazioni.

 

Questa valutazione iniziale è importante per comprendere il passato, la velocità di evoluzione dei luoghi e delle città ma soprattutto per immaginare un futuro nuovo, possibile, fondato sul patrimonio esistente, sui luoghi non ancora abitati e sugli edifici antichi dei centri storici non utilizzati nei Comuni di Puglia. Infatti risulta che le aree urbane spesso poco utilizzate o poco vissute nei Comuni di Puglia, sono le aree dei centri storici ma, in alcuni casi, il tempo e le riflessioni puntuali di amministratori comunali attenti, hanno indicato la strada giusta su cui bisogna lavorare, oggi per domani, entrando nei dettagli urbanistici e architettonici, per creare sviluppo territoriale, turismo e lavoro.

Uno dei casi urbani, più evidenti e facilmente leggibile ai nostri occhi è il centro storico di Trani il quale, sino a qualche tempo fa, viveva in uno stato di degrado e abbandono, arrivando a noi, alla fine del ‘900, in condizioni igienico-ambientali complesse e compromesse. In quella circostanza storica, la lungimiranza amministrativa del Comune e dei suoi amministratori indicarono il futuro urbanistico dell’area urbana storica in prossimità del porto, con un Piano Particolareggiato per il Centro Storico di Trani, in cui l’area urbana del centro antico, a ridosso dell’antico porto peschereccio, poteva essere oggetto di semplici e possibili cambi di destinazione d’uso agli ambienti interni degli edifici esistenti, supportati da un massiccio intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria.

La scelta urbanistico-amministrativa indicò inoltre, ai cittadini-imprenditori, non solo della città di Trani ma anche dei comuni limitrofi, una vasta area di intervento e di destinazioni d’uso per il , dove vecchie case di pescatori, artigiani e braccianti, arrivate a noi in uno stato di forte obsolescenza fisica e visiva, avevano la possibilità di poter cambiare la destinazione d’uso originaria indicandone alcune nuove e appropriate allo sviluppo del Piano.

Il risultato, nell’arco di pochi anni è stato molto interessante. Tutti gli ambienti al piano terra da abitazioni private si sono trasformate in attività commerciali legate al turismo e alle necessità primarie dei cittadini sia stanziali, sia in transito con i negozi di abbigliamento, i caffè, i ristoranti, le osterie, le pizzerie, tra cui si sono inserite attività aggiuntive e integrative come le librerie, gli antiquari, gli artigiani, i restauratori di mobili e opere d’arte.

In mare, il vecchio fronte delporto peschereccio è stato riordinato e integrato in larga parte da una nuova darsena comunale, attrezzata in modo moderno, per ospitare barche a vela e a motore di diportisti in transito nel mare Adriatico in direzione nord-ovest, verso Venezia, o Trieste o sud-est, verso la Croazia e le isole Greche, creando così presupposti di transito e soggiorno non solo per gli italiani, ma anche e soprattutto per gli europei, seguendo la antica rotta della via Adriatica, che partendo da Venezia e Trieste, passando per i porti intermedi di Ancona e Vieste, raggiungono Trani, uno dei più piccoli porti turistici del Mediterraneo in cui oggi è possibile vivere tra arte, cultura, benessere, sole, mare in tutti i giorni dell’anno e da qui verso Bari, Brindisi, Zante, Igoumenitsa, Patrasso la Grecia e le isole dell’Egeo, portando con loro cultura, idee e transito turistico europeo.

Articolo di di Domenico Tangaro

fonte http://www.ambienteambienti.com/

Angelo

Presidente della Pro Loco Trani
"La difficoltà non sta nel credere nelle nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie"

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